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Visite guidate alle mostre quarenghiane

Domenica 2 e domenica 23 aprile apertura straordinaria dell’Atrio scamozziano per consentire la visita delle mostre quarenghiane allestine in Biblioteca: “Conservare alla patria i parti dell’artistico suo ingegno” e Disegni di Giacomo Quarenghi dalla Raccolta della Biblioteca Civica Angelo Mai.

Sono proposte tre visite guidate gratuite in ciascuna mattina, condotte dai curatori delle mostre, con partenza alle ore 10, 11 e 12. Prenotazione obbligatoria da inviare all’indirizzo info@bibliotecamai.org indicando i nomi dei partecipanti e un recapito telefonico. Gruppi di 25 persone.

 

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Disegni di Giacomo Quarenghi dalla Raccolta della Biblioteca Civica Angelo Mai

Bergamo – Biblioteca Civica Angelo Mai – Atrio scamozziano

2 marzo – 30 dicembre 2017
lunedì – venerdì: 8.45 – 17.30 | sabato: 8.45 – 13.00

La Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo possiede la più grande collezione al mondo di opere di Giacomo Quarenghi (761 disegni), che costituisce il nucleo principale della più vasta raccolta di materiali riguardanti il grande architetto e disegnatore bergamasco, comprendente anche documenti, lettere, cimeli, ritratti, pubblicazioni e altro ancora. In occasione delle celebrazioni organizzate a livello internazionale per il secondo centenario della scomparsa dell’artista la Biblioteca presenta al pubblico una selezione di fogli di Quarenghi: dal 2 marzo, giorno anniversario della morte che segna l’avvio delle celebrazioni, sino alla fine dell’anno, ogni settimana viene esposto un disegno originale, accompagnato da una scheda (redatta da Piervaleriano Angelini, presidente di Osservatorio Quarenghi) che aiuta a comprendere meglio le caratteristiche delle sue architetture, della sua raffinata maniera grafica, del suo orizzonte estetico e della sua cultura. È possibile inoltre ‘sfogliare’ l’intera collezione dei disegni in formato digitale. Per chi fosse interessato è disponibile (al prezzo speciale di 10 €) il DVD che racchiude tutte le riproduzioni ad altissima definizione dei disegni, accompagnate da particolari risorse elettroniche che permettono di analizzarli in perfetta maniera, da accurati apparati informativi sulla storia e le caratteristiche della raccolta, e dal catalogo analitico dei fogli (il DVD non funziona con sistema operativo Windows 7 o superiore).

Tutte le iniziative dell’Anno quarenghiano sul sito dell’Associazione Osservatorio Quarenghi. Seguici anche su facebook.

Gli anni romani

Dopo gli studi a Bergamo nelle scuole della Misericordia Maggiore, e l’avvio all’arte presso i pittori Giovanni Raggi e Paolo Bonomini, Giacomo Quarenghi si trasferisce a Roma nel 1761, entrando nello studio di Anton Raphael Mengs. Inizia così un percorso formativo piuttosto tortuoso: la scoperta della propria vocazione per l’architettura, senza però rinnegare la prima passione per la pittura, lo aiuterà a divenire disegnatore di indubbio valore e di sensibile fascino, tanto da essere ricordato, tra gli artisti del suo tempo, anche per queste doti.

4, 25-31 marzo 2017 – Villa Medici, I-11

Con questa fluida immagine Quarenghi si inserisce in un filone iconografico particolarmente affollato. La visione di Villa Medici da Trinità dei Monti appartiene alla scelta galleria di topoi vedutistici di Roma almeno dalla fine del Seicento; si pensi ad esempio ai dipinti di Gaspar Van Wittel. Proprio confrontando il foglio del bergamasco con le immagini prodotte da questo artista, ma anche da altri che lo seguirono, si coglie meglio la specificità espressiva dell’interpretazione offerta da Quarenghi in questa veduta. Mentre in Van Wittel all’immagine della villa fa riscontro sulla sinistra il panorama di Piazza del Popolo, e la passeggiata di Trinità dei Monti è percorsa da gruppi di figure in scene di vita sociale, Quarenghi sceglie di stringere l’angolo di visione, isolando l’edificio cinquecentesco e l’area verde del Pincio che lo circonda. Ne scaturisce un diverso senso dell’immagine, un’atmosfera non più animata di vita e rumori della città, ma piuttosto pervasa da un silenzio sospeso, quasi di idillio campestre, accentuato dalla solitudine della figura seduta sul basso muretto sulla destra.

3, 18-24 marzo 2017 – La Salara a Roma, I-22

L’immagine di questo luogo scomparso di Roma è stata a lungo identificata come l’antica Porta Salaria, mentre il soggetto è da riconoscere nei magazzini del sale della città, posti lungo il Tevere sotto il colle dell’Aventino (come suggerisce, oltre che l’annotazione autografa sul foglio, l’inconfondibile sagoma del campanile di Santa Maria in Cosmedin sullo sfondo). Il disegno, che non ha per soggetto alcun edificio monumentale antico o moderno, mette in luce una delle peculiari caratteristiche del vedutismo quarenghiano degli anni romani: l’attenzione antiretorica per angoli della vecchia città resi suggestivi principalmente da dati d’ambiente, dalla dimensione pittoresca delle costruzioni e dalle superfici dei muri e dei vecchi intonaci, sui quali il personale tratto grafico dell’artista si sofferma nella resa della materia e nel gioco delle ombre. Da questo disegno Giacomo Quarenghi trasse un’acquaforte, della quale l’unica copia nota è al Rijksmuseum di Amsterdam.

2, 11-17 marzo 2017 – L’arco di Tito nel Foro romano, I-1

Questo disegno ci fa incontrare Quarenghi nell’ultimo periodo del soggiorno a Roma, intorno al 1777-1779, già in possesso di un linguaggio grafico sicuro e autonomo, attraverso il quale la declinazione dell’antico si unisce a una personale visione della luce di Roma nella quale viene privilegiata la chiarezza della vibrazione atmosferica. Questa veduta dell’Arco di Tito, uno dei soggetti privilegiati del vedutismo settecentesco a Roma, permette di cogliere anche l’autonomia intellettuale del giovane artista, che sceglie di raffigurare il monumento dall’interno del Foro, piuttosto che secondo la formula largamente prevalente che privilegiava la rappresentazione del fronte opposto.

1, 2-10 marzo 2017 – La casa natale di Giacomo Quarenghi, F-9

Per narrare attraverso una selezione di disegni originali l’avventura artistica ed esistenziale di Quarenghi è parso naturale iniziare dal principio. La scritta autografa in alto a destra dichiara in maniera inequivocabile il soggetto di questo disegno: La maison ou je suis né a Bergame. A essere raffigurato è l’edificio della contrada Capiatone di Rota d’Imagna, luogo d’origine della famiglia Quarenghi, ove Giacomo nacque il 20 (o il 21) settembre 1744. È da osservare che Giacomo Antonio Quarenghi, notaio e padre dell’architetto, già da anni si era trasferito a Bergamo, abitando con la moglie e il primogenito Francesco Maria in Contrada San Cassiano (oggi via Donizetti 21); la nascita di Giacomo avvenne a Capiatone poiché in settembre la famiglia vi si trovava in villeggiatura. Il disegno, probabilmente dei primi anni dell’Ottocento, rielabora sul filo della memoria il luogo natio, ingentilendo i caratteri rustici di quell’architettura della Valle Imagna e amplificandone gli spazi. Seguendo la chiave di lettura di un ricordo sentimentale si potrebbero identificare nella coppia di figure in primo piano i genitori dell’artista, e nei tre ragazzi sulla destra i tre fratelli Quarenghi: Francesco Maria, Giacomo e Leone.

 

Mostra e testi a cura di
Piervaleriano Angelini
con la collaborazione di
Luca Guaschetti, Maria Elisabetta Manca

Un progetto di
Comune di Bergamo
Giorgio Gori, Sindaco
Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura
Massimo Chizzolini, Dirigente Area Servizi ai Cittadini
Biblioteca Civica Angelo Mai
Maria Elisabetta Manca, Responsabile
Osservatorio Quarenghi
Piervaleriano Angelini, Presidente

Progetto grafico: Dario Carta

Si ringraziano
Studio Datei Nani, Rita Patelli,
Associazione Amici della Biblioteca Angelo Mai

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“Conservare alla patria i parti dell’artistico suo ingegno”

L’architetto Giacomo Quarenghi
nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo

Bergamo – Biblioteca Civica Angelo Mai – Atrio scamozziano

2 marzo – 30 aprile 2017
lunedì – venerdì: 8.45 – 17.30 | sabato: 8.45 – 13.00

 

Giacomo Quarenghi, Rota Imagna (Bergamo), 1744 – San Pietroburgo, 1817
Grande architetto e raffinato disegnatore, è uno degli artisti più illustri e prolifici del movimento neoclassico europeo. Dopo gli anni giovanili a Bergamo, nei quali si indirizza allo studio della pittura, meno che ventenne si trasferisce a Roma per formarsi come artista negli studi di Anton Raphael Mengs e poi di Stefano Pozzi. È qui che avverte la propria intima vocazione per l’architettura, non scordando però mai la passione per il disegno. I quasi vent’anni trascorsi nella straordinaria meta cosmopolita del Grand Tour, ove andava maturando il rinnovamento del gusto, sono occasione di profondi stimoli culturali, ma anche forieri di poche occasioni di realizzazione professionale. La svolta del suo destino è costituita dall’invito in Russia come Architetto di Corte da parte di Caterina II. Con l’arrivo a Pietroburgo all’inizio del 1780 prende subito avvio una stupefacente e frenetica carriera professionale: la sua arte appassionò Caterina, che vede in lui un interprete autentico delle proprie aspirazioni illuministiche. Sbalorditivo è il numero dei progetti e delle realizzazioni di Quarenghi a Pietroburgo, nelle tenute dei dintorni, ma anche a Mosca e in altri territori dell’impero. La sua fortuna prosegue con i successori di Caterina la Grande: Paolo I e Alessandro I. Il continuo susseguirsi di impegni professionali gli consente un solo breve rientro in patria (1810-1811), ma è in Russia che nuovi progetti attendono la sua arte, ed ove conclude la propria vita.

Luogo eletto della memoria di sé e di studio per le future generazioni
La Raccolta Quarenghi della Biblioteca Civica Angelo Mai conta 761 disegni, è la più vasta e nota al mondo ed è motivo di onore e di vanto per la Biblioteca e per la Città di Bergamo. Annovera non solo vedute, capricci e progetti architettonici ma pure lettere, documenti, cimeli, ritratti e una ricca e aggiornata bibliografia di studi italiani e stranieri. L’avvio in Biblioteca della eccezionale Raccolta si deve allo stesso celebre architetto. Consapevole della notorietà e dell’apprezzamento raggiunti dalla sua opera, inviò da San Pietroburgo progetti in dono alla Biblioteca della Patria lontana, luogo eletto della memoria di sé e di studio per le future generazioni. Giacomo era di famiglia nobile, aveva coscienza dell’importanza che riveste nella tradizione familiare il culto della memoria, aveva appreso negli anni trascorsi a Roma la peculiare utilità delle biblioteche per lo studio di personalità letterarie e artistiche. Gli eredi furono dello stesso avviso. Nel 1870, con la cessione di una straordinaria rccolta di disegni, seguita nel 1877 dalla donazione di lettere, documenti e cimeli, il figlio Giulio e la nipote Antonietta contribuiranno all’accrescimento della Raccolta, che si arricchirà ulteriormente nei decenni seguenti grazie a donazioni di illuminati cittadini. Degnamente collocata in Biblioteca e accessibile alla pubblica consultazione, la Raccolta stimolerà la ricerca; a sua volta la ricerca, suscitando conoscenza e ammirazione, sarà motivo d’incremento della Raccolta: caso esemplare di virtuosa azione non episodica nella storia della Biblioteca di Bergamo.

Il primo dono dell’architetto alla Biblioteca avvia la formazione della Raccolta

Quarenghi arriva diciassettenne a Roma nel 1761. Nelle intenzioni del padre avrebbe dovuto perfezionarsi nella pittura. Lascerà invece Roma da stimato architetto per raggiungere nel 1779 la Corte dell’imperatrice Caterina II a San Pietroburgo. Nella colta Roma del Settecento Giacomo è incantato dalle antiche vestigia classiche ed è affascinato dalle splendide biblioteche, che soddisfano la sua grande passione per i libri e per la lettura. Scriverà il 1° marzo 1785 a Luigi Marchesi: «se ho acquistato qualche cognizione in fatto di erudizione questo è dipeso dalla grande e continua lettura da me fatta in Roma, e dall’aver cercato la conversazione di gente colta ed erudita» A Roma Quarenghi apprende quanto sia conveniente e vantaggioso per una città desiderosa di lumi e di onori poter disporre di una biblioteca pubblica. È convinzione acquisita con la frequentazione dell’erudito bibliofilo e compatriota Pierantonio Serassi; è convinzione corroborata dall’assistere al nobile gesto del cardinale Giuseppe  Alessandro Furietti, che nel 1764 lascia la sua libreria alla Città di Bergamo, sua Patria, per essere iniziale nucleo di una Biblioteca Pubblica, che dovrà custodire le migliori edizioni e le eccellenti patrie memorie. Nei primi mesi del 1788, sicuramente memore delle condivise attese del cardinale, Quarenghi invia in dono al Comune di Bergamo, perché sia collocata nella Biblioteca appena eretta, la pubblicazione del suo progetto del Teatro dell’Ermitage, apparsa nel 1787. Con questo primo bellissimo dono prende avvio nella Biblioteca la felice avventura della Raccolta Quarenghiana.

Le opere pervenute in Biblioteca rinsaldano il legame di Quarenghi con la sua Città
Dopo il progetto del Teatro dell’Ermitage, giunge in Biblioteca, sempre per dono dell’architetto, anche il progetto della Banca Imperiale, pubblicato nel 1791. Quarenghi è all’apice della sua fama. In Italia ha scritto su di lui nel 1784 Ippolito Pindemonte, che ha pure fornito l’elenco delle opere eseguite dal bergamasco in Russia sino a quell’anno. Il 25 maggio 1788 è stato aggregato all’Accademia degli Eccitati di Bergamo, sodalizio fondato nel 1649 e che annovera le persone più illustri e intellettualmente meritevoli della Città. Quarenghi è acclamato «architetto primario alla Corte di Pietroburgo il cui nome è chiarissimo per tutta Europa». Nell’agosto 1791 ecco da San Pietroburgo un altro dono per la Biblioteca: i sette volumi di Nicolas Gabriel Le Clerc sulla storia, i costumi e i monumenti della Russia. A Bergamo si avrà così fondata notizia della lontana terra in cui l’artista opera e vive. Nel 1793 appare per la prima volta a stampa nelle Vite de’ pittori, scultori e architetti bergamaschi, opera postuma di Francesco Maria Tassi, il significativo avviso che presso la Biblioteca Pubblica di Bergamo sono conservati progetti di Quarenghi. La Biblioteca nel 1797 viene allocata negli ambienti della Canonica del Duomo, requisiti dalle autorità municipali. Il bibliotecario Agostino Salvioni avvia la catalogazione del patrimonio. Nel registro riservato alle opere di Belle arti e Antiquaria annota le opere giunte dalla Russia. Nel 1821 entra in Biblioteca il volume Fabbriche e disegni di Giacomo Quarenghi, edito dal figlio Giulio a Milano quattro anni dopo la scomparsa del padre, avvenuta a San Pietroburgo il 2 marzo 1817.

Nel maggio 1870 la Raccolta Quarenghi si arricchisce di 535 eccezionali disegni
Nel 1845 la Biblioteca dagli angusti ambienti della Canonica del Duomo è trasferita nell’ampio e prestigioso Palazzo della Ragione. L’apprezzamento dei cittadini per la nuova decorosa sistemazione più che nelle parole si manifesta nelle immediate belle donazioni. Tra i donatori Giulio Quarenghi, che nel 1846 reca in Biblioteca i due volumi di Fabbriche e disegni del padre Giacomo, Mantova 1843-1844, edizione che amplia la prima del 1821. Nel 1870 la Biblioteca acquisisce una eccezionale raccolta di 535 disegni quarenghiani, certa e specialissima testimonianza della cultura del grande architetto e disegnatore neoclassico. In un primo tempo Giulio ha proposto l’acquisto all’Accademia Carrara, che vi ha rinunciato. Il consigliere comunale Alessandro Malliani si adopera perché i disegni vengano acquistati dal Comune di Bergamo, ciò che avviene il 7 maggio 1870. I disegni sono depositati nella Biblioteca Civica dopo che il pittore Giuseppe Macinata ha provveduto a stenderne il catalogo. Considerato il prezzo pagato, Lire 1000 con l’aggiunta di Lire 200 di pensione annua, si può sicuramente dire che quella dell’ottuagenario Giulio Quarenghi è stata quasi una donazione più che una vera cessione. Il bibliotecario Antonio Alessandri compila la scheda di catalogo e colloca i disegni nei cassetti della Cassapanca II, posta al centro del monumentale Salone della Biblioteca. Nei decenni successivi, ai 535 disegni giunti nel 1870 se ne aggiungeranno molti altri, provenienti dai donatori Giovanni Battista Camozzi Vertova, Antonietta Quarenghi Gelmini, Francesco Tamassia.

Antonio Tiraboschi rende visibile la Raccolta Quarenghi ai frequentatori della Biblioteca
Venuto a sapere che a Bergamo è conservata una raccolta di disegni di Giacomo Quarenghi e che unite alla raccolta si trovano note autografe di Caterina II, il Console Generale di Russia di stanza a Genova scrive il 30 ottobre 1874 al direttore della Biblioteca per averne copia. Nel 1877 lo storico Pasino Locatelli pubblica su “Notizie Patrie” la prima biografia dell’architetto, per la cui redazione ha consultato la «preziosa raccolta dei disegni del Quarenghi che si conserva presso la Biblioteca di Bergamo». Scrive inoltre di aver attinto numerose notizie dal ricco epistolario dell’artista custodito dalla nipote Antonietta Quarenghi Gelmini, figlia di Giulio, residente in Almenno San Bartolomeo. Locatelli ha il grato e lungimirante intuito di mettere in contatto il direttore della Biblioteca, Antonio Tiraboschi, con i coniugi Gelmini. Il 28 febbraio 1877 questi donano alla Biblioteca il Minutario della corrispondenza, viva fonte di stile d’arte e di vita, e lo accompagnano con altri documenti e preziosi cimeli. Tiraboschi dà comunicazione dell’avvenuta donazione sulla stampa locale, loda il senso civico dei donatori e rimarca l’inestimabile valore della Raccolta Quarenghiana. A seguito dei nuovi accrescimenti, vari per tipologia e interesse, Tiraboschi decide di dare visibilità alla Raccolta, in cui opera e vita dell’architetto sono sempre più saldamente unite, allestendo sopra la Cassapanca II una vetrina in cui dispone album, documenti, cimeli, disegni. La vetrina della Cassapanca II forma con le altre vicine Cassapanche al centro del Salone una sorta di sacro memoriale dei personaggi più illustri della storia e della cultura di Bergamo.

Dai primi registri catalografici, alle schede mobili, ai cataloghi a stampa, al DVD
Non bastando più nemmeno gli spazi del Palazzo della Ragione, nel 1927 la Biblioteca cambia nuovamente sede e viene ordinata nel Palazzo Nuovo, ove si trova ancora oggi. La Cassapanca II con la sua vetrina è posta in Sala Tassiana, dove resterà sino ai primi anni Settanta dello scorso secolo, quando le vecchie Cassapanche saranno dismesse e la Raccolta Quarenghi finirà in una cassettiera dell’ufficio di direzione. Nel 1913 il bibliotecario Angelo Mazzi ha pubblicato sul “Bollettino” della Biblioteca il saggio Per la biografia dell’architetto Giacomo Quarenghi. L’occasione del saggio è offerta al direttore dal lavoro appena compiuto di riscontro inventariale dei materiali quarenghiani. Incremento della Raccolta, conservazione, ricerca sono fili magnetici che orientano l’opera di valorizzazione. Allestita nel Palazzo della Ragione, si tiene nel 1967 la prima grande mostra quarenghiana, che sarà fertile di germinazioni con il benefico seguito di studi, iniziative editoriali ed espositive. Nel 1984 Vanni Zanella pubblica il catalogo dei disegni conservati in Biblioteca in appendice al volume Giacomo Quarenghi di Vladimir Piljavskij, edito dal Credito Bergamasco. Nel 1995 è fondata l’associazione Osservatorio Quarenghi, che collabora con la direzione della Biblioteca alla cura della Raccolta. Nel 2008, per iniziativa di Osservatorio, tutti i 761 disegni, digitalizzati in alta definizione, sono divulgati su DVD. La qualità degli strumenti di consultazione e di conoscenza nel mutare dei tempi si mantiene all’altezza del valore della Raccolta e della fama universale dell’artista.

 

Mostra e testi a cura di
Piervaleriano Angelini e Giulio Orazio Bravi
con la collaborazione di
Luca Guaschetti, Maria Elisanetta Manca

Un progetto di
Comune di Bergamo
Giorgio Gori, Sindaco
Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura
Massimo Chizzolini, Dirigente Area Servizi ai Cittadini
Biblioteca Civica Angelo Mai
Maria Elisabetta Manca, Responsabile
Osservatorio Quarenghi
Piervaleriano Angelini, Presidente

Progetto grafico: Dario Carta

Si ringraziano
Studio Datei Nani, Rita Patelli,
Associazione Amici della Biblioteca Angelo Mai

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Bergamo Jazz 2017. Evan Parker solo

Venedrì 24 marzo, alle ore 18.00, nell’ambito della 39° edizione di Bergamo Jazz, che si svolge dal 19 al 26 marzo 2017, la Biblioteca ospita il concerto Evan Parker solo, tenuto dal sax tenore e soprano Evan Parker, britannico, esponente di spicco della musica improvvisata europea.

A seguire, alle ore 19.00, per la sezione Jazz Book del Festival, presentazione del libtro Conversazioni con Steve Lacy, in collaborazione con Libreria Ibs + Libraccio Bergamo. Interviene Francesco Martinelli, curatore dell’edizione italiana.

Ingresso libero a entrambi gli eventi fino ad esaurimento posti. ll programma del Festival sul sito del Teatro Donizetti.

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Celebrazioni di Giacomo Quarenghi

Nel 2017 ricorre il secondo centenario della morte dell’architetto e disegnatore neoclassico Giacomo Quarenghi (Bergamo 1744 – San Pietroburgo 1817), tra i massimi protagonisti della cultura artistica del Settecento europeo.

Per l’occasione, importanti istituzioni culturali si sono riunite in un Comitato internazionale per le celebrazioni, coordinate dal Comune di Bergamo e dall’Osservatorio Quarenghi. Accanto ad esso si è sviluppata una Rete bergamasca che partecipa con proprie iniziative. Nel corso del 2017 si svolge quindi un nutrito programma di manifestazioni per celebrare la grandezza artistica di Giacomo Quarenghi in Europa, in città, nel suo territorio.

Giovedì 2 marzo, data della morte di Quarenghi, prendono ufficialmente avvio le celebrazioni dell’Anno a lui dedicato: alle ore 16.00, presso la Cappella del Famedio del Cimitero monumentale di Bergamo,  Cerimonia di scoprimento della lapide in memoria di Giacomo Quarenghi; alle ore 17.00, in via Donizetti 21, scoprimento della lapide sulla facciata della casa abitata dal giovane Quarenghi; alle ore 18.00, nel Salone Furietti della Biblioteca Mai, inaugurazione di due mostre parallele: “Conservare alla patria i parti dell’artistico suo ingegno.” L’architetto Giacomo Quarenghi nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, visitabile fino al 30 aprile nell’Atrio scamozziano, che ricostruisce le vicende della formazione e della crescita della Raccolta di disegni, lettere, cimeli ecc. della Famiglia Quarenghi conservata in Mai, attraverso documenti originali e testi di accompagnamento; Disegni di Giacomo Quarenghi dalla Raccolta della Biblioteca Civica Angelo Mai, esposizione nella Saletta dei ritratti, con cadenza settimanale per tutta la durata dell’anno celebrativo, di uno dei disegni originali, corredato da una scheda critica e posto in relazione con l’intera Raccolta, consultabile anche in formato digitale.

Ingresso libero. Scarica l’invito e segui tutte le iniziative anche sul sito di Osservatorio Quarenghi e su facebook.

 

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Dizionario donizettiano

Sabato 25 febbraio, alle ore 16.30, nel Salone Furietti della Biblioteca, si svolgerà la presentazione del libro Dizionario Donizettiano, curato da Francesco Cento, edito da Libreria Musicale italiana. Con il curatore interviene Fulvio Stefano Lo Presti.

Saranno eseguite musiche di Gaetano Donizetti a cura di alcuni allievi del Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo, classi di canto delle professoresse Gabriella Sborgi e Paola Romanò, accompagnati al pianoforte dal M° Fabrizio Capitanio, Conservatore della Biblioteca Musicale “G. Donizetti”: Camilla Pomilio, soprano, Kim Taenam, tenore, Hyeokjun Kwon, baritono, Lee Chang Hoon, basso.

Ingresso libero. Scarica la locandina e l’invito.

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Altri dieci libri più belli del mondo

Dopo il successo e l’apprezzamento ottenuto dal ciclo di incontri I dieci libri più belli del mondo, svoltosi nell’arco del 2016, Giorgio Mirandola ripropone nel 2017 un nuovo ciclo dedicato ad Altri dieci libri più belli del mondo.

A partire da venerdì 24 febbraio e fino al 22 dicembre, presso la Sala del Cancelliere, si svolgono 10 incontri in ognuno dei quali l’appassionato bibliofilo presenta un’opera a stampa o manoscritta tra le più significative e spettacolari prodotte dall’ingegno umano, dal IV al XX secolo.

L’ingresso è libero. Scarica e leggi il programma completo.

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Storie di donne nel Medioevo

Venerdì 10 febbraio, alle ore 18.00, nel Salone Furietti della Biblioteca, sarà presentato l’ultimo libro di Maria Teresa Brolis, dal titolo Storie di donne nel medioevo, edito da Il Mulino.

«Ecco un libro che sa affiancare il rigore della ricerca alla freschezza e alla semplicità del dettato narrativo, lungi tanto dalla pedanteria di certo accademismo quanto dalla semplificazione divulgativa». Con queste parole Franco Cardini introduce l’ultimo libro di Maria Teresa Brolis dedicato a sedici ritratti di donne. Otto sono quelli di figure entrate nel mito, come l’enigmatica Ildegarda di Bingen, la dotta Eloisa, la raffinata Eleonora d’Aquitania, Chiara d’Assisi, la sorprendente Christine de Pizan, la ribelle Giovanna d’Arco; otto i ritratti di donne «comuni», ma non per questo meno interessanti. Giovanna, usuraia pentita, Ottebona, moglie di un guelfo esiliato, Bettina, guaritrice indagata dal vicario del vescovo per le sue arti sospette, Belfiore che decide di recarsi in pellegrinaggio a Roma nel pieno della pestilenza del 1350, e altre ancora: presenze vive e concrete, le cui esistenze, ricostruite grazie a fonti di prima mano, concorrono a rappresentare un universo femminile complesso, narrato con immedesimazione e vivacità.

Maria Teresa Brolis, PhD in storia medievale dal 1989, è autrice di numerosi volumi e saggi per riviste italiane e straniere. Ha pubblicato – fra gli altri – con École Française de Rome, Oxford University Press, Reti Medievali, Vita e Pensiero. I suoi interessi di ricerca riguardano la società medievale dei secoli XII-XIV e, in particolare, le donne e la cultura femminile, le confraternite e gli ospedali, il mondo monastico e il Francescanesimo.

Insieme all’autrice intervengono Silvia Carraro (Università Ca’ Foscari, Venezia) e Maria Grazia Recanati (Presidente della Commissione culturale, Biblioteca A. Mai). Ingresso libero.

Scarica l’invito.

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Giorno della Memoria 2017

Dalle giudecche ai ghetti. Storia e memoria di un’identità perduta. Letture, musiche e libri per il Giorno della Memoria

Nell’ambito delle iniziative organizzate dal Comune di Bergamo per il Giorno della Memoria 2017, la Biblioteca partecipa al ricordo con letture di testi accompagnate da esecuzioni musicali e con un’esposizione bibliografica di opere di narrativa, saggistica e memorialistica che hanno per tema la storia dei ghetti e la vita delle comunità ebraiche dal Cinquecento al XX secolo.

Dal 21 gennaio l’esposizione è visibile nella Saletta dei ritratti, antistante la Sala catalogo, durante gli orari di apertura della Biblioteca.
Il 27 gennaio, dalle ore 16.45, sono eseguite in Sala Tassiana le letture e le esecuzioni musicali indicate nel Programma di sala.
Ingresso libero.

Programma di sala (versione scaricabile)

Le giudecche: identità di un popolo

  • Ariel Toaff, Ghetto, 1. Precedenti storici e origine del termine, voce in  Enciclopedia delle scienze sociali, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1994, p.1
  • Stefanie Siegmund, La vita nei ghetti, in Storia di Italia. Annali, v. 11. Gli ebrei in Italia, t. 1. Dall’alto Medioevo all’età dei ghetti, Torino, Einaudi, 1996, pp. 845-846

Nicola Piovani (1946)
Musiche tratte dalla colonna sonora del film La vita è bella (1997)

Ghetti storici in Italia: Venezia (1516), Roma (1555) e Mantova (1610)

  • Paolo IV, Leges et ordinationes a iudaeis in Statu Ecclesiastico degentibus observandae Paulus episcopus servus servorum Dei, ad futuram rei memoriam, Roma, 14 luglio 1555 (Bolla Papale ‘Cum nimis absurdum’)
  • Francesco Jori, 1516. Il primo ghetto. Storia e storie degli Ebrei Veneziani, Pordenone, Biblioteca dell’Immagine, 2016,  pp. 29-31
  • Kenneth Stow, Il ghetto di Roma nel Cinquecento. Storia di un’acculturazione, Roma, Viella, 2014, pp. 86-87
  • Ferdinand Gregorovius, Il ghetto e gli ebrei di Roma, 1853, in Passeggiate per l’Italia, Napoli,  Intra moenia, 2016, pp. 81-83, 86-87
  • Luigi Carnevali, Il ghetto di Mantova, Mantova, A. Sartori, 1973, pp. 7-9

Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968)
The Divan of Moses-ibn-Ezra op. 207 per chitarra e voce (1,2,7,8,11)

Il ghetto di Varsavia

  • Mary Berg, Il ghetto di Varsavia. Diario (1939-1944), Torino, Einaudi, 1991, pp. 33-35
  • Alina Margolis-Edelman, Una giovinezza nel ghetto di Varsavia, Firenze, Giuntina, 2014, pp. 53-56
  • Marek Edelman, C’era l’amore nel ghetto, Palermo, Sellerio, 2009, pp. 46-47, 52-53, 54-56

Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968)
The Divan of Moses-ibn-Ezra op. 207 per chitarra e voce (12,14,15,16,17,18)

 C’è un luogo a Venezia…

  • Goffredo Parise, Veneto barbaro di muschi e nebbie, Argelato, Minerva, 2016, pp. 71-77

Nicola Piovani (1946)
Musiche tratte dalla colonna sonora del film La vita è bella (1997)

Voci narranti: Circolo dei Narratori, Bergamo
Esecuzioni musicali: Diana di Giuseppe, soprano. Raffaele Mezzanotti, chitarra, Conservatorio Musicale Gaetano Donizetti, Bergamo

 

Opere esposte (versione per la stampa)

  • Gli abitanti del ghetto di Roma. La Descriptio Hebreorum del 1733, a cura di Angela Groppi, Roma, Viella, 2014 *G.2.23106
  • Acquaviva Sabino, La ragazza del ghetto, Venezia, Marsilio, 2011 *G 2.23578
  • Balboni Maria Pia, Ventura. Dal ghetto del Finale alla corte di Lahore, Modena, Aedes Muratoriana, 1993 *G.3.9462
  • Berg Mary, Il ghetto di Varsavia. Diario, 1939-1944, Torino, Einaudi, 1991 *FUMAG 2.144
  • Calabi Donatella, Venezia e il ghetto. Cinquecento anni del recinto degli Ebrei, Torino, Bollati, 2016 *G.1.15607
  • Calimani Riccardo, Storia del ghetto di Venezia, Milano, Rusconi, 1989 *MILES.2.90
  • Camerini Mario, “Judei de Urbe”. Storia illustrata degli ebrei di Roma, Firenze, Giuntina, 2015 *G .4.5613
  • Carnevali Luigi, Il ghetto di Mantova. Dei medici ebrei in Mantova, Mantova, Alberto Sartori Editore, 1973 *OP.2.15776
  • Dal ghetto alla città. Il quartiere ebraico di Roma e le sue attività commerciali, a cura di Claudio Rendina, Roma, Oltre il Duemila, 2003 *G.4.5769
  • Disegna ciò che vedi. I dipinti di Helga Weissowa, una bambina nel ghetto di Terezin, a cura di Fiorenza Roncalli, Bergamo, Centro stampa comunale, 2001 *OP.1.6451
  • Edelman Marek, C’era l’amore nel ghetto, Palermo, Sellerio, 2009 *G.1.1553
  • Errera Anna, Vita del popolo ebraico, Milano, Garzanti, 1947 *G.3.4561
  • Foa Anna, Andare per ghetti e giudecche, Bologna, Il Mulino, 2014 *G.2.23150
  • Foa Anna, Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43, Roma, Bari, GLF Editori Laterza, 2016 *G.2.23569
  • Fortis Umberto, La vita quotidiana nel ghetto. Storia e società nella rappresentazione letteraria (sec. XIII – XX), Livorno, Salomone Belforte & C., 2012 *G.2. 23584
  • Gregorovius Ferdinand, Il ghetto e gli ebrei di Roma, 1853, Napoli, Intra Moenia, 2016 *G.1.15531
  • Heydecker Joe J., Il ghetto di Varsavia. Cento foto scattate da un soldato tedesco nel 1941, Firenze, Giuntina, 2000 *G.1.15551
  • Jori Francesco, 1516. Il primo ghetto. Storia e storie degli ebrei veneziani, Pordenone, Biblioteca dell’immagine, 2016 *G.1.15532
  • Margolis-Edelman Alina, Una giovinezza nel ghetto di Varsavia, Firenze, Giuntina, 2014 *G.1.15549
  • Match Jiri, The ghetto of Prague, Prague, Olympia, 1992 *ALLIT.4.48
  • Mazor Michel, La città scomparsa. Ricordi del ghetto di Varsavia, a cura di Frediano Sessi, Venezia, Marsilio, 1992 *G.2.10775
  • Murmelstein Benjamin, Terezin. Il ghetto-modello di Eichmann, Brescia, La scuola, 2013 *G.1.15541
  • Oliveri Dario, Hitler regala una città agli ebrei. Musica e cultura nel ghetto di Theresienstadt, Palermo, L’Epos, 2008 *G.2.18243
  • Parise Goffredo, Veneto barbaro di muschi e nebbie, Argelato, Minerva, 2016 *G.2.23707
  • Pullan Brian, Gli ebrei d’Europa e l’Inquisizione a Venezia dal 1550 al 1670, Roma, Il Veltro, 1985 *G.2.4136
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  • Rudnicki Adolf, Cronache del ghetto, Venezia, Marsilio, 1995 *G.1.15550
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  • Tas Luciano, Storia degli ebrei italiani, Roma, Newton Compton, 1987 *G.2.6510
  • Toaff Ariel, Storie fiorentine. Alba e tramonto dell’ebreo del ghetto, Bologna, Il Mulino, 2013 *G.2.23570
  • Venezia, gli ebrei e l’Europa (1516 – 2016), a cura di Donatella Calabi, Venezia, Marsilio, 2016 *in arrivo
  • Weiss Helga, Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezin e Auschwitz, Torino, Einaudi, 2014 *G.2.22729
  • Wirth Louis, Il ghetto. Il funzionamento sociale della segregazione, Milano, Res Geatae, 2014 *G.2.23582
  • Zangwill Israel, Racconti del ghetto, Parma, Guanda, 2014 *G.2.23576
  • Zazzu Guido Nathan, Sepharad addio. 1492. I profughi ebrei dalla Spagna al ghetto di Genova, Genova, Marietti, 1991 *G.2.10851
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Quinto centenario della Riforma Protestante. 1517-2017

Grazie all’iniziativa del Centro Culturale Protestante si è formato a Bergamo un Comitato per le celebrazioni del Quinto centenario della Riforma, cui hanno aderito enti che propongono per tutto il corso del 2017 un intenso programma di iniziative (convegni, incontri, laboratori, visite guidate, mostre, concerti), con l’obiettivo di promuovere nel pubblico una conoscenza ampia, critica e multidisciplinare del movimento protestante.
Le iniziative vengono realizzate con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Bergamo, che condivide le finalità del progetto.
Ad esso aderisce anche la Biblioteca Civica Angelo Mai, che proporrà a maggio una mostra dal titolo Libri della Riforma protestante fra Cinquecento e Seicento conservati nella Biblioteca.

Le celebrazioni si aprono venerdì 13 gennaio alle ore 17:30 presso l’Auditorium di Piazza della Libertà, con una lezione inaugurale tenuta da Emidio Campi dell’Istituto di Storia della Riforma dell’Università di Zurigo, sul tema La Riforma Protestante compie 500 anni. Origine, storia e attualita dell’espressione Ecclesia semper Reformanda.
L’ingresso è libero.

L’intero programma è disponibile sul sito http://www.riforma500bg.it/.