8.45 – 17.30

lunedì - venerdì
8.45-13.00 sabato

Bergamo

Piazza Vecchia, 15

035.399430/431

Pubblicato Studi tassiani 2014-2015, n. 62-63

8.45 – 17.30

lunedì - venerdì
8.45-13.00 sabato

Bergamo

Piazza Vecchia, 15

035.399430/431

Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali

Missione e storia

Missione della Biblioteca

La Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, aperta nel secondo Settecento e da sempre amministrata dal Comune di Bergamo che ne è il proprietario, è una delle più ricche biblioteche storiche italiane di conservazione. Offre opportunità di ricerca storica in tutti i campi disciplinari.

Conserva importanti fondi librari e archivistici: 710.000 volumi a stampa, 11.200 giornali e riviste, 10.180 manoscritti, 2.140 incunaboli, 12.000 cinquecentine, 30.000 musiche; 22.000 pergamene, 171 carteggi, 1.106 stampe e disegni, 1.920 mappe cartografiche, 125.000 fotografie; l’Archivio storico del Comune di Bergamo, l’Archivio storico della Misericordia Maggiore, 71 fondi archivistici di enti, persone e famiglie.

Il patrimonio viene costantemente incrementato e aggiornato con acquisti, doni e scambi coerenti con le collezioni e i fondi posseduti, tra i quali hanno particolare rilievo quelli che illustrano e documentano la storia di Bergamo.

Presso la Biblioteca è istituita la Sezione separata dell’Archivio Comunale, secondo quanto previsto dalle norme in materia (art. 30 – comma c) del D.P.R. 1409 del 30/09/1963).

La Biblioteca è titolare del Deposito legale  per la provincia di Bergamo.

Storia della Biblioteca

Alessandro Furietti alle origini della Biblioteca Civica, 1756-1765

Giuseppe Alessandro Furietti (Bergamo,1684 – Roma,1764) già nel 1756 partecipa al dibattito degli intellettuali bergamaschi per la realizzazione a Bergamo di una biblioteca pubblica.

Nel testamento, rogato a Roma il 28 febbraio 1760, il Cardinale dispone il lascito della propria libreria alla Città di Bergamo, impegnandola all’apertura di una biblioteca pubblica entro cinque anni dal trasferimento dei libri da Roma a Bergamo.

Nella seduta del 14 maggio 1764, il Consiglio della Città delibera l’accettazione del lascito.

Una commissione di tre deputati si occupa del trasporto e della sistemazione dei libri che, giunti a Bergamo il 15 maggio 1765, vengono collocati in una sala del quarto piano del Palazzo Nuovo, allora sede del Comune.

Apertura al pubblico. Palazzo Nuovo, 1771-1797

Nel 1771 il Consiglio della Città delibera la regolare apertura al pubblico della Biblioteca dalle 9 alle 12 del martedì e del venerdì. Nel 1773 viene nominato bibliotecario don Giovanni Ceroni. Negli anni Ottanta la Biblioteca si arricchisce grazie all’acquisizione delle opere degli eruditi locali.

La grande crescita. Canonica del Duomo, 1797-1843

Dopo la caduta della Repubblica Veneta e a seguito delle soppressioni napoleoniche, le librerie monastiche e conventuali sono assegnate alla Biblioteca che si arricchisce di fondi librari e manoscritti di grande valore. I fondi, uniti alla Biblioteca Capitolare in un locale posto sopra la Canonica del Duomo, formano una sola biblioteca pubblica cittadina comprendente circa 40.000 volumi. Grazie a donazioni e legati di privati cittadini, all’acquisto ordinario e all’arrivo, nel 1843, della grande biblioteca del Liceo, il patrimonio raggiunge i 60.000 volumi.

La Biblioteca della Città. Palazzo della Ragione, 1843-1927

Nel 1843 viene completato il trasferimento nella nuova sede di Palazzo della Ragione.

I libri, i manoscritti, le opere d’arte sono collocati negli scaffali monumentali appositamente progettati. Il bibliotecario Agostino Salvioni predispone un ordinamento per materia e la redazione di un duplice catalogo su registro (delle materie e degli autori). I codici manoscritti, classificati a parte, sono collocati in una apposita sala. La Biblioteca è aperta al pubblico tutti i giorni della settimana, dalle ore 10 alle 14.

Nel corso dell’Ottocento si registra il più copioso incremento delle raccolte librarie e manoscritte.

Nel 1896 la biblioteca viene chiusa al pubblico per due anni, per consentire un riordinamento completo di tutto il patrimonio. Angelo Mazzi e i suoi collaboratori approntano un nuovo catalogo a schede ordinate alfabeticamente per autore nei cassetti di legno ancora oggi in funzione; introducono il ‘registro d’entrata’ e il catalogo topografico del patrimonio.

Nel 1907 viene fondata la rivista Bollettino della Biblioteca Civica di Bergamo.

Nel 1908 l’Archivio storico del Comune di Bergamo (secc. XV-XIX) viene dato in consegna alla biblioteca, perché venga riordinato per la pubblica consultazione.

La Biblioteca nel Novecento. Palazzo Nuovo

Nel 1927 la Biblioteca torna definitivamente nel Palazzo Nuovo, interamente destinato ad accogliere un patrimonio che supera i 200.000 pezzi.

Negli anni sessanta Luigi Chiodi prosegue e amplia la formazione delle raccolte speciali che ancora oggi caratterizzano il patrimonio della Biblioteca; pubblica inoltre i cataloghi della Raccolta tassiana (1960), degli incunaboli (1966) e delle cinquecentine (1974).

Nel 1976, presso la Biblioteca, viene istituita la Sezione separata dell’Archivio comunale, secondo quanto previsto dalle norme in materia (art. 30 – comma c) del D.P.R. 1409 del 30/09/1963) che viene dotata di proprio Regolamento nel 1999.

Alla fine degli anni ottanta la Biblioteca, che ha superato il mezzo milione di volumi, avvia la catalogazione informatizzata del patrimonio librario aderendo al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Alle soglie del 2000 inizia un processo di rinnovamento che si realizza con interventi strutturali; con la revisione del patrimonio e dei servizi; con l’inaugurazione del sito web e le prime campagne di digitalizzazione.

Oggi

L’obiettivo primario di diffondere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio è perseguito con sistematici progetti di catalogazione informatizzata e di digitalizzazione che consentono una fruizione sempre più estesa e internazionale di notizie bibliografiche e documenti. In tale direzione vanno anche il forte incremento delle attività espositive, degli incontri di studio di alta divulgazione e delle proposte didattiche.

Inoltre, la Biblioteca è interessata, in questi anni, da importanti lavori di ristrutturazione e restauro, volti a rendere più funzionali gli spazi dei servizi e dei depositi.


Fonti e bibliografia essenziali

Archivio della Biblioteca.
Archivio storico del Comune di Bergamo, sezione Ottocento (Tit. 24, Proprietà comunali, Palazzo Vecchio, faldoni 275-277, 280-281) e Post-unitaria (Categoria IV: Pubblica istruzione, cartelle 242-249; Categoria XXII: Proprietà comunali, cartelle 977-980).
MELI Angelo, Documenti per la storia della Biblioteca Civica, testo dattiloscritto conservato nelle Carte Meli in Biblioteca Civica A.Mai, cartella 41.
Regolamenti per la Biblioteca Civica di Bergamo.
BINI Giacomo, Sulla Biblioteca pubblica e circa il decretato traslocamento di essa, Bergamo, Sonzogni, 1839.
SALVIONI Agostino, Del modo di ordinare una pubblica biblioteca, Bergamo, Crescini, 1843.
BRAVI Carlo, Notizie concernenti la Pubblica Biblioteca, Bergamo, Crescini, 1856.
TIRABOSCHI Antonio, Notizie storiche intorno alla Biblioteca pubblica, Bergamo, Gaffuri e Gatti, 1880.
La Biblioteca Civica “A. Mai” in Bergamo, Bergamo, Secomandi, 1958.
CHIODI Luigi, Il palazzo della Biblioteca Civica, “Bergomum. Bollettino della Civica Biblioteca”, n. 1 (marzo 1965), pp. 47-61.
SALONE Carlo, La fabbrica di Palazzo Nuovo in Bergamo, “Bergomum. Bollettino della Civica Biblioteca Angelo Mai di Bergamo”, n. 4 (ottobre-dicembre 1987), pp. 3-25.
SONZOGNI Ivano, Una Biblioteca per i bergamaschi “di gran talento”: il cardinale Furietti e la fondazione della Civica, “Bergomum. Bollettino della Civica Biblioteca Angelo Mai di Bergamo”, n. 2 (aprile-giugno 1994), pp. 5-46.

Palazzo Nuovo, © Foto Fabio Poli
Ritratto di Giuseppe Alessandro Furietti, 1759
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