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Notiziario n. 01-04, Maggio-Luglio 2010
Orari
La Biblioteca è aperta lunedì, martedì,
giovedì e venerdì dalle 8.30 alle
18.30: la distribuzione delle opere
in prestito e dei periodici osserva
l’orario continuato dalle 8.45 alle
17.30; la distribuzione delle opere
del fondo antico è sospesa dalle
11.45 alle 14.30 e dalle 17.30; il
mercoledì è aperta dalle 8.30 alle
12.30: la distribuzione delle opere
avviene tra 8.45 e 11.45.
Orario estivo: Nei mesi di luglio e agosto la Biblioteca resta chiusa il sabato. Nel
mese di agosto resta chiusa per inventario dal 2 agosto al 14 agosto. La Biblioteca
del polo musicale “Gaetano Donizetti” (via Arena, 9 - 24129 Bergamo Alta, tel.
035.233781, e-mail:
Donizetti@bibliotecamai.org), in gestione alla Biblioteca Mai,
resta chiusa dal 2 al 28 agosto. Riapre lunedì 30 agosto con gli orari consueti:
lunedì e venerdì 14.45-17.15; mercoledì 9.00-12.30.
Cronaca
Nominata la nuova Commissione culturale della Biblioteca
La Giunta Comunale ha nominato il 26 maggio
2010 la nuova commissione culturale della Biblioteca,
così composta: Claudia Sartirani (Assessore
alla Cultura, membro di diritto), Giulio Orazio
Bravi (direttore pro-tempore, membro di diritto con
solo voto consultivo), Paolo Cattaneo, Graziella
Leyla Ciagà, Giovanni Battista Marcarini, Giuseppe
Roma, Federica Sposi. Nella riunione di insediamento
della commissione, tenuta il 18 giugno
nella sala Giovannea della Biblioteca, la Commissione
ha eletto Presidente Giuseppe Roma. Il
Presidente ha nominato Segretario della Commissione
Paolo Cattaneo.
Il neoeletto Presidente ha ringraziato i membri
della Commissione per la fiducia accordatagli; ha
espresso la volontà di impegnarsi, con spirito istituzionale
e massima disponibilità, per il progresso
della prestigiosa Biblioteca Civica; ha invitato il
Direttore della Biblioteca a indire quanto prima una
riunione della Commissione nella quale vengano
illustrati ai commissari la storia, le caratteristiche, i
compiti della Biblioteca nonché i programmi realizzati
dalle precedenti Commissioni. La riunione è
stata indetta per martedì 13 luglio 2010 nella Sala
Tassiana della Biblioteca alle ore 17.00.
Il Regolamento della Biblioteca (art. 7) assegna alla
commissione il compito di “rappresentare e curare
presso l’Amministrazione Comunale le istanze dell’utenza;
promuovere la conoscenza e la valorizzazione
del patrimonio mediante l’adozione di opportune
iniziative, stabilendo rapporti costanti con le
istituzioni scolastiche e in particolare con l’Università
di Bergamo; collaborare con il Direttore,
con il responsabile della Sezione Archivi storici e
con i bibliotecari responsabili di sezione nel favorire
la ricerca e nel promuovere gli studi”.
Giulio Orazio Bravi lascia la direzione della Biblioteca
Dopo quindici anni, Giulio Orazio Bravi lascia la
direzione della Biblioteca.
Educazione e formazione scolastica a Bergamo in età rinascimentale
Venerdì 11 giugno è stato presentato in Sala Tassiana
il recente volume di Christopher Carlsmith, A
Renaissance Education. Schooling in Bergamo and
the Venetian Republic, 1500-1650, University of
Toronto Press 2010. Con l’Autore, sono intervenuti
il direttore della Biblioteca, Giulio Orazio Bravi e
i professori Rodolfo Vittori e Gary Towne. Il saggio
del prof. Carlsmith, docente di storia all’Università
di Massachusetts-Lowell, esamina il fenomeno dell’istruzione
a Bergamo dal 1500 al 1650 mediante
un approccio globale che permette di conoscere
non solamente le finalità, i metodi e il funzionamento
delle singole istituzioni scolastiche pre-universitarie
cittadine, ma anche di inquadrare le loro
attività come parte di una rete formativa frutto della
cooperazione fra istituzioni diverse quali Comune,
Consorzio della Misericordia Maggiore, Curia
vescovile, Ordini religiosi, alla luce anche dell’influenza
delle grandi correnti culturali e spirituali
del tempo. La pluralità dell’offerta predisposta
dalla rete scolastica bergamasca (scuole elementari,
di grammatica e retorica latina, di diritto, religione…)
dimostra che l’istruzione non è più patrimonio
esclusivo degli ecclesiastici e dei ceti aristocratici,
ma tende a diffondersi anche tra i ceti mediobassi,
mentre l’elevata qualità culturale dell’insegnamento
e i buoni risultati raggiunti dai suoi scolari,
inducono a mettere in discussione l’immagine
stereotipata di una realtà ‘povera’ e grezza, che
grava ancora oggi sulla cultura bergamasca rinascimentale.
Nell’introdurre l’incontro il direttore della Biblioteca
ha colto l’occasione per ricordare il notevole
contributo recato dagli studiosi statunitensi, a
cominciare dal grande storico dell’Umanesimo,
Paul Oskar Kristeller, nel promuovere e nel valorizzare
mediante studi approfonditi la conoscenza
delle collezioni librarie e documentarie della
Biblioteca Mai, accrescendone, con le loro pubblicazioni,
la fama internazionale.
In preparazione il calendario 2011
I calendari della Biblioteca sono diventati oggetto
di collezione, e questo non può che fare piacere.
Ogni anno, a turno, le associazioni che hanno sede
in Biblioteca, procurano di realizzare il calendario.
Per quello del 2011 tocca all’Osservatorio
Quarenghi, che già si è messo all’opera e conta di
avere pronto il calendario addirittura a partire da
ottobre. La scelta delle illustrazioni (di cui si vede
un esempio in questa pagina) è caduta su alcuni
particolari che caratterizzano le tavole di architettura
del celebre architetto Giacomo Quarenghi (1744-
1817), conservate nella Biblioteca, e che testimoniano
la preziosa vena grafica del disegnatore. La
selezione operata riguarda dettagli nei quali le
architetture progettate vengono ‘abitate’ da figure
umane.
L’uso di inserire figure più o meno stilizzate nei
propri disegni non è certo un’eccezione per il bergamasco,
anzi ricorre con una frequenza che ne fa
quasi una sua personale cifra; nei disegni di architettura
la loro prima funzione, come è facile comprendere,
consiste nel rendere immediatamente
percepibili le proporzioni dell’edificio. Ma la loro
presenza ha anche l’effetto di vivacizzare l’immagine
con gli ‘aneddoti’ che questi gruppi di figure
sottintendono. Attraverso di esse si giunge quasi a
intuire il clima, lo stile ed i modi della vita che era
destinata a svolgersi negli edifici progettati. Lo si
coglie ad esempio con piena evidenza nell’immagine
che accompagna il mese di aprile, nella quale il
rigore dell’architettura di questa residenza di campagna
è come contrappuntato da un gruppo di personaggi
in disimpegnata conversazione presso una
tavola imbandita sulla terrazza antistante l’edificio:
una gustosa scena di tempo libero d’una combriccola
d’amici in villeggiatura.
Poi in altri fogli eleganti coppie o gruppi a passeggio
fuori e dentro i palazzi, carrozze e equipaggi,
con attenzione acuta alle mode dell’abbigliamento,
alle caratteristiche delle vetture, alla foggia degli
abiti tradizionali russi che spiccano tra le figurette
vestite all’occidentale.
Come gli altri anni, il calendario sarà in vendita a €
5,00. Il ricavato va a sostenere le iniziative culturali
dell’associazione “Osservatorio Quarenghi”.
Presto in rete gli inventari di alcune Collezioni risorgimentali
Il Gruppo dei Volontari opera in Biblioteca dal
2001; ha lavorato in questi anni soprattutto allo spoglio
dei periodici locali, strumento estremamente
utile e accessibile dal sito.
Qualche anno fa due volontari redassero un indice
dei nomi della raccolta documentaria risorgimentale
Gamba. Da alcuni mesi l’intero gruppo ha deciso
di impegnarsi nella ‘traduzione’ elettronica di
inventari cartacei delle principali collezioni risorgimentali,
in occasione del prossimo centocinquantesimo
anniversario dell’Unità d’Italia.
Entro il prossimo anno, ma forse anche prima,
saranno quindi disponibili in rete l’intero inventario
della Collezione Gamba, della Sezione ‘Bergamo
nel Risorgimento’ all’interno della Collezione
Risorgimento Italiano e della Raccolta dei proclami
del XIX secolo.
Questa iniziativa, pur essendo legata alla ricorrenza
anniversaria, continua comunque la tendenza in
atto da diversi anni di riversare man mano nella rete
tutti gli strumenti cartacei, in modo tale da rendere
accessibili agli utenti remoti i cataloghi e gli inventari
della Biblioteca.
NOVITA'
Novità dantesche
Tra le importanti collezioni di testi che la
Civica Biblioteca acquista, vi è l’Edizione
nazionale dei commenti danteschi, pubblicata
a Roma dalla Salerno Editrice a partire
dal 2001.
Segnaliamo al pubblico degli studiosi il
decimo e ultimo volume della collana: il
Commento alla ‘Commedia’ di Iacomo
della Lana, a cura di Mirko Volpi, con la
collaborazione di Arianna Terzi, 4 tomi per
2867 pp., che si distingue per la rilevanza
filologica del testo e il notevole corredo
esegetico che l’accompagna.
Il commento approntato da Iacomo della
Lana, databile tra il 1323 e il 1328, è il
primo commento integrale alla Divina
Commedia. Apprezzato dai contemporanei
per l’uso del volgare, l’acume dell’interpretazione
e la chiarezza espositiva, non si
limita agli aspetti retorici e grammaticali,
ma affianca alla spiegazione letterale dei
passi danteschi un’esposizione organica dei
problemi dottrinari, filosofici e allegorici: a
corredo delle parafrasi interpretative, Lana
inserisce dettagliati racconti mitologici,
biblici, di storia antica e moderna. La notevolissima
fortuna avuta da questo commento
è testimoniata dall’elevato numero di
codici che lo tramandano (oltre un centinaio):
anche la Civica Biblioteca A. Mai ne
conserva uno, precisamente il “Codice
Grumelli” (Cassaforte 6.1): La Commedia
con il commento di Iacomo della Lana tradotto
dal volgare in latino da Alberico da
Rosciate, del 1402. Agli studiosi dell’Alighieri
e della sua opera segnaliamo
inoltre l’acquisto della nuova edizione anastatica
(Salerno Editrice, 2008) della Bibliografia
dantesca ossia Catalogo delle
edizioni, traduzioni, codici manoscritti e
comenti della ‘Divina Commedia’ e delle
opere minori di Dante, seguito dalla serie
de’ biografi di lui, del bibliografo francese
Paul Colomb de Batines (Gap 1811-Firenze
1855). Stampata in soli 150 esemplari nella
tipografia aldina di Prato nel 1845-46 (vol.
I e II), l’opera divenne presto rarissima, ed
è infatti presente in poche biblioteche del
mondo: molto citata, ma in realtà poco frequentata.
La nuova edizione anastatica, che
accoglie insieme ai due tomi originali il
tomo dell’Indice generale e quello delle
Giunte e correzioni (Firenze, Sansoni,
1888), offre dunque la possibilità di una più
ampia fruizione, resa più agevole e utile da
un congruo corredo di moderni strumenti di
consultazione: una Postfazione di Stefano
Zamponi (con contributi di Mauro Guerrini
e Rossano De Laurentiis) e un accurato
Indice dei manoscritti (con indicazione
delle segnature moderne corrispondenti alle
antiche), a cura di Irene Ceccherini.
Catalogazioni di fondi musicali
E’ stata completata la catalogazione in SBN
dei libretti per musica delle rappresentazioni
avvenute in Bergamo e provincia dal
1659, data del primo libretto posseduto in
originale, al 1850. Si tratta di una raccolta
di circa 250 libretti, conservati presso la
Biblioteca Mai o nel nucleo storico di quella
dell’Istituto Musicale Donizetti, contenenti
i testi per opere liriche, cantate celebrative,
oratori e componimenti drammatici
di carattere religioso e/o comprensivi dell’argomento
dei balli laddove presenti. Di
essi sono poco più di 50 quelli che si riferiscono
al XVII e XVIII secolo. A breve
verrà caricato sul sito web della Biblioteca
un elenco di consistenza con l’indicazione
del titolo, della data di rappresentazione e
della segnatura.
E’ stata completata inoltre la catalogazione
in SBN degli spartiti e partiture musicali di
grande formato della Biblioteca appartenuta
al grande direttore d’orchestra Gianandrea
Gavazzeni (donata alla Biblioteca dal
figlio Franco Gavazzeni) per un totale di
circa 1300 volumi. Essi sono tutti identificabili
dalla segnatura «Gavazzeni MUS.» +
numero. Nei prossimi mesi si provvederà al
completamento della catalogazione delle rimanenti
partiture in formato tascabile
(circa 750).
RICERCA
Assegnate le borse di studio “Avv. Alessandro Cicolari” e “Luigi e Sandro Angelini”
La Borsa di studio “Avv. Alessandro
Cicolari”, II Edizione, bandita dal Centro
studi Archivio Bergamasco con il
sostegno economico degli Eredi, è stata
assegnata al progetto di ricerca presentato
dalla dott.ssa Francesca Magnoni
avente per oggetto lo studio della serie
Censuali della Mensa Vescovile, secoli
XIII-XIX, conservata presso l’Archivio
Storico Diocesano di Bergamo. La borsa
di studio “Luigi e Sandro Angelini”, Edizione
2010-2012, bandita dalla associazione
Amici della Biblioteca con il sostegno
economico degli Eredi è stata invece
assegnata a Sarah Malenza e a Marianna
Vassena per il progetto di ricerca dal titolo
Per la storia delle istituzioni culturali
di Bergamo: Leonino Secco Suardo un
intellettuale dimenticato.
Il colonialismo italiano in Africa
Nel prossimo mese di novembre si terrà
nell’Atrio scamozziano della Biblioteca
l’esposizione di una selezione di documenti
riguardanti il colonialismo italiano
in Africa. Saranno esposti testi storici e
di narrativa, fotografie, carte geografiche
e periodici del periodo che va dagli
anni ’80 del XIX secolo, quando con
l’occupazione di Assab prese avvio la
storia coloniale italiana, fino alla seconda
guerra mondiale, che vide la perdita
delle nostre colonie. La mostra, frutto di
un’accurata consultazione del catalogo
storico della Biblioteca alla ricerca di
materiale sia librario che iconografico, si
articolerà in varie parti secondo un percorso
geografico-storico-problematico
che riguarderà l’Eritrea, la Somalia,
l’Etiopia e la Libia.
L’idea di questa mostra è nata come
accompagnamento del progetto “Facciamo
pace con le nostre ex colonie”
proposto quest’anno dalla Tavola della
pace di Bergamo e dal Coordinamento
bergamasco Enti locali per la pace, che
ha promosso per il prossimo mese di
ottobre varie iniziative sul tema dei
migranti, molti dei quali provenienti proprio
dalle nostre ex colonie. Nell’ambito
di questo progetto è stato anche prodotto
un testo, pensato per le scuole superiori,
che ripercorre la storia del colonialismo
italiano ed è corredato da numerosi
documenti. La mostra offrirà l’occasione
di vedere l’originale di alcuni di essi.
Con questa iniziativa si intende contribuire
a una maggiore conoscenza del
nostro passato coloniale che, pur avendo
coinvolto moltissime famiglie italiane, è
stato ampiamente rimosso. Come scrive
Angelo Del Boca “la polvere di più di
sessanta anni si è depositata su un immenso
museo privato fatto da oggetti di
provenienza coloniale posseduti da una
famiglia su dieci in Italia”, senza che di
essi si conosca la storia che vi sta dietro.
Oltre che ai cittadini interessati la
mostra, per la sua valenza didattica, si
rivolge in modo particolare al mondo
della scuola.
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