Orario

8.45-17.30
lunedì-venerdì

Bergamo

Piazza Vecchia, 15

035.399430/431

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Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali

Scaffale novità

Viaggiatrici del Grand Tour

Attilio Brilli, Simonetta Neri
Le viaggiatrici del Grand Tour. Storie, amori, avventure

Il Mulino, 2020

Non solo occasione di formazione culturale e di svago, per il mondo femminile il Grand Tour ha rappresentato quasi sempre un momento cruciale dell’esistenza e spesso ha incarnato un drammatico gesto di liberazione. Parlando delle loro esperienze di viaggio, dame settecentesche e poi esponenti della borghesia, da Anne-Marie du Boccage a Madame de Staël, a Mary Shelley, raccontano romantiche storie d’amore, ma anche intrighi degni di un romanzo nero, sullo sfondo di panorami naturali e artistici che risaltano nella loro luminosa impassibilità. Come insegnano Sydney Morgan o Anna Jameson, le viaggiatrici manifestano una sensibilità che sa insinuarsi nelle pieghe più riposte di un paese per ascoltarne senza pregiudizi le voci, indagarne le condizioni politiche, gli usi e i costumi e scoprirne le insondate ricchezze.

Più di sacro

Rita Librandi
Più di sacro che di profano: alcuni esempi di scrittura femminile

Cesati, 2020

Gli studi raccolti nel volume trattano aspetti differenti della scrittura femminile. Prevale l’interesse per i testi religiosi, che tra medioevo ed età moderna hanno rappresentato il nucleo essenziale delle opere scritte da donne: l’educazione e le letture devote ne forgiavano, infatti, anche la lingua e, in particolare, il lessico, le immagini e le metafore. Intende, invece, contrastare il pregiudizio che spesso ha accompagnato la scrittura femminile il saggio sul libretto dell’opera prima di Gioacchino Rossini, Demetrio e Polibio, composto da Vincenzina Viganò Mombelli, esperta conoscitrice delle tendenze del suo tempo. Compiono un vertiginoso salto temporale gli ultimi due studi dedicati ai romanzi di Elena Ferrante, scrittrice che, pur rinunciando a commutazioni di codice, riesce a far percepire il suono del dialetto contrapposto all’italiano e a rappresentare, anche attraverso questo contrasto, la conquista ancora faticosa di identità e sapere da parte delle donne.

Partigiani di tutta Europa

Raffaella Cinquanta
«Partigiani di tutta Europa, unitevi!». L’ideale dell’Europa unita nelle riviste clandestine della Resistenza italiana

Il Mulino, 2020

L’unificazione degli Stati europei è uno dei temi cruciali del dibattito politico-programmatico sulla ricostruzione postbellica sviluppato dalla Resistenza italiana. La stampa clandestina, strumento di libertà e veicolo di progettualità morali e istituzionali, ne offre una illuminante visione d’insieme. Il volume traccia la presenza dell’obiettivo europeista nei fogli delle principali forze politiche, brigate partigiane e formazioni politico-culturali impegnate nella guerra di liberazione, rilevandone affinità e differenze in un confronto con il progetto federale elaborato nel «Manifesto di Ventotene». Nel confermare la diffusa adesione all’ideale dell’unità europea nel suo nesso strutturale con l’esigenza di rinnovamento della vita politica legata alla Resistenza, lo studio concorre alla ricostruzione di interazioni e influenze tra le forze politiche in campo e alla spiegazione delle scelte effettuate dai governi del primo dopoguerra in tema di integrazione europea.

Pittura e committenza

Santina Novelli
Pittura e committenza in Lombardia tra Due e Trecento. L’ascesa di una signoria e la genesi di un linguaggio

Viella, 2020

Questo libro affronta il problema della genesi e dei caratteri del linguaggio pittorico lombardo prima del decisivo soggiorno milanese di Giotto (1335-1336) e del suo allievo Stefano. Vi si svolge un racconto che prende le mosse dal ciclo di affreschi che nella rocca di Angera celebra la vittoria di Ottone Visconti a Desio e si conclude con la prima decorazione del tiburio della chiesa abbaziale cistercense di Chiaravalle Milanese al tempo della signoria di Azzone Visconti. Il periodo della non scontata affermazione viscontea è ripercorso grazie a una selezione di opere dislocate lungo un tracciato regionale che risale la via Francigena da Parma a Lodi a Varese e che da lì si sposta a Como e Bergamo. Di volta in volta l’analisi delle testimonianze artistiche e quella dei loro contesti di committenza hanno permesso di ricostruire una trama di relazioni politiche e culturali largamente inedita e di tratteggiare uno spaccato storico nel quale finalmente emergono le figure dei protagonisti.

Ambigua leggenda

Giaime Alonge
Un’ ambigua leggenda. Cinema italiano e Grande Guerra

Il Mulino

A oltre cent’anni di distanza, la Prima guerra mondiale continua a essere fonte d’ispirazione per la cinematografia internazionale. Nel cinema italiano il conflitto del 1915-18 ha avuto però fortune alterne. Durante il ventennio mussoliniano, la nostra industria cinematografica si avvicina di rado al tema, sebbene il fascismo fosse sorto proprio dall’esperienza bellica. E anche dopo il 1945 il nostro cinema ha avuto un interesse solo rapsodico per quegli eventi, con alcune importanti eccezioni come «La grande guerra» di Mario Monicelli (1959) e «Uomini contro» di Francesco Rosi (1970). Il libro ripercorre il filo di una relazione difficile, dagli anni in cui il conflitto è ancora in corso sino ai nostri giorni: una lettura inedita di una delle stagioni più tragiche del Novecento e, insieme, una riflessione originale sulle potenzialità e i limiti della più popolare forma di intrattenimento del «secolo breve».

Con gli occhi del cinema

Scipione Guarracino
Con gli occhi del cinema. Storia del ventesimo secolo in centouno film

Biblioteca Clueb

Il cinema ha dato un suo importante contributo alla formazione dell’immagine diffusa del ventesimo secolo e ai mutamenti che in questo si sono succeduti. Veritiera o meno che sia, la Settima arte ha presentato una sua visione dei fatti del Novecento in grado di imporsi durevolmente. Intrecciando gli avvenimenti con la loro rappresentazione cinematografica, il libro mostra come il XX secolo si è fatto percepire, rappresentare e immaginare, oltre che con il peso dei fatti accaduti nella realtà, anche con quanto era stato visto attraverso gli occhi del cinema. Solo occasionalmente vengono trattati film d’autore, in cui il valore artistico si associa a una acuta penetrazione nel tema trattato, preferendo piuttosto dedicare attenzione a film di guerra, di fantascienza o i western.

Trama del mondo

Kassia St Clair
La trama del mondo. I tessuti che hanno fatto la storia

UTET

Dietro ogni filo c’è una storia: dalle tracce preistoriche di fibre colorate rinvenute in una grotta del Caucaso alle bende di lino che avvolgevano il corpo di Tutankhamon; dalle vele di lana con cui i vichinghi anticiparono Colombo sulla rotta per le Americhe al dedalo di leggendarie Vie della Seta su cui sciamavano le delicate stoffe cinesi e i preziosissimi bachi trafugati e poi diffusi in Occidente; dai calicò e chintz indiani traghettati sulle navi di Sua Maestà britannica, pronti a dare avvio alla rivoluzione industriale, alle piantagioni di cotone americane nutrite di schiavi che furono la scintilla della guerra civile; dalle tute spaziali cucite a mano per raggiungere la Luna ai tessuti tecnologici in grado di spingere l’essere umano oltre i suoi limiti fisici, per farci conquistare di volta in volta l’Everest o il Polo Nord, un nuovo record olimpico o nientemeno che il futuro. Dopo l’Atlante sentimentale dei colori, Kassia St Clair delinea una nuova storia e geografia culturale, rintracciando nei tessuti e nelle loro peregrinazioni quella che pian piano diventa “La trama del mondo”: una struttura nascosta, data spesso per scontata ma non per questo meno fondamentale, che accompagna e sorregge tutti i grandi rivolgimenti sociali e le conquiste dell’ingegno.

Opera interminabile

Vincenzo Trione
L’ opera interminabile. Arte e XXI secolo

Einaudi

Cosa accomuna artisti come Kiefer, Kentridge, Boltanski, Barney e Hirst, scrittori e poeti con una profonda vocazione visiva come Pamuk e Balestrini, cineasti come Iñárritu e Greenaway, musicisti visionari come Björk e creatori di celebri scenografie come Es Devlin? Sono artisti molto diversi tra loro, con storie e sensibilità uniche: eppure, tutti condividono l’idea di un’arte creatrice di opere-mondo monumentali, plurali, ambiziose, a volte impossibili da trasferire o riallestire. I quindici artisti al centro di questo libro sono creatori di mondi: le loro opere sono autentiche cosmogonie, territori aperti, mobili e ubiqui, in cui pratiche e linguaggi lontani – pittura, scultura, fotografia, cinema, video, musica, letteratura – si intersecano e si reinventano: reinventando cosí il mondo, il nostro mondo, quello caotico e frammentato del nuovo millennio. Vincenzo Trione allestisce per il lettore un originale museo allo stesso tempo immaginario e possibile, reale e potenziale, ibrido e multiforme. E, come in un museo, Trione parte dalle opere, raccontandone la genesi, i sensi molteplici, i misteri (anche con il supporto degli schizzi preparatori, dei progetti, delle testimonianze dirette degli artisti). Ma è la somma delle parti che fa emergere l’ambizioso e inaspettato disegno che opere e artisti vanno a comporre: la ripresa e il rilancio dell’utopia rinascimentale e romantica dell’opera d’arte totale. L’opera interminabile è un primo, fondamentale, necessario canone dell’arte del XXI secolo.

Come un prato fiorito

Luciano Bellosi
Come un prato fiorito. Studi sull’arte tardogotica

Abscondita, 2020

Il momento della storia dell’arte a cui questi scritti si riferiscono riguarda un periodo ben noto, tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, quando, prima che siano diventate influenti le grandi innovazioni della pittura fiamminga e dell’arte rinascimentale, si parla un linguaggio artistico di forte affinità in tutta Europa, dall’Inghilterra all’Italia alla Boemia. È un periodo che si è soliti indicare con l’etichetta di gotico internazionale. Si tratta qui dei maggiori artisti tardogotici italiani, come Gentile da Fabriano, il Pisanello, Jacopo della Quercia, Spinello Aretino e Lorenzo Monaco, ma anche di alcuni rappresentanti di un sottobosco figurativo che costituisce il contesto dell’arte tardogotica in Italia, con identificazioni di pittori anonimi, come, ad esempio, il cosiddetto «Maestro della Crocifissione Griggs». Emerge su tutti lo scritto dedicato al celebre Calendario delle “Très Riches Heures” di Chantilly, il codice miniato più famoso del mondo, in cui, anche sulla base della moda e del costume, le miniature più naturalistiche sono riconsiderate non come un precorrimento di Jan van Eyck, ma come una originalissima interpretazione della sua nuova visione artistica.

Città dell'occhio

Barbara Kuhn, Robert Fajen
La città dell’occhio. Dimensioni del visivo nella pittura e letteratura veneziane del Settecento

Viella, 2020

Nel suo libro “Fondamenta degli incurabili” Josif Brodskij scrive che Venezia è «la città dell’occhio»; e, in effetti, nel corso dei secoli la Serenissima sviluppa una propria evidenza e visibilità che la distinguono in modo particolare da ogni altro luogo del mondo. Questo vale per l’arte del Settecento, che spesso fa del guardare uno dei soggetti principali della pittura, nonché per la letteratura che a sua volta tratta questioni di importanza fondamentale come l’efficacia e l’influenza della percezione visuale, le dinamiche dell’osservazione e il gioco di prospettive. Ma il tema della percezione di una visualità peculiare della Venezia settecentesca possiede anche un’essenziale dimensione storica e politica nonché sociologica e antropologica – esemplare il caso del mascheramento inteso come strategia d’attrazione o di rifiuto dello sguardo: essa ha un’importanza decisiva per la creazione del “mito visuale” di Venezia che influenza l’immagine affascinante della città fino ai nostri giorni. Contributi in lingua italiana e tedesca.

Trattati di scrittura

Francesco Torniello, Ludovico Degli Arrighi
Trattati di scrittura. Opera del modo de fare le littere maiuscole antique (Milano 1517. La operina da imparare di scrivere littera cancellarescha (Roma 1522)

Salerno, 2020

Anche molto tempo dopo l’avvento della stampa a caratteri mobili, la scrittura a mano ha continuato a conservare un suo fascino tutto particolare, fino a diventare una vera e propria arte, degna di essere descritta e codificata in appositi trattati. Fu in particolare nel Cinquecento italiano che, accanto al trionfo definitivo dell’editoria, il dibattito teorico sulla scrittura a mano fu più fecondo e serrato. E che a quel secolo appartenga la più gran parte della produzione libraria (anche manoscritta) intorno ai “modi” di scrivere e ai processi del loro apprendimento lo hanno ampiamente dimostrato le ricerche che dalla fine dell’Ottocento a oggi sono state condotte sia in Italia (Giacomo Manzoni, Emanuele Casamassima, Armando Petrucci), sia, soprattutto, nel mondo anglosassone (Stanley Morison, Alfred Fairbank). A questi approcci, di tipo tradizionale, questa Collana intende affiancare altre prospettive di approfondimento che, considerando le piú recenti acquisizioni storiografiche (per esempio i dibattiti intorno all’epistolografia e sulla figura del segretario, o le questioni sollevate dal lessico tecnico e specialistico), hanno come scopo la migliore penetrazione del dettato dei trattati di scrittura di quel secolo. Della stagione cioè nella quale il fenomeno divenne di portata europea. In quell’aureo secolo infatti alla scrittura, anzi al disegno dei caratteri dell’alfabeto, in ogni regione del continente dedicarono cure artisti, cartografi, umanisti, tipografi (tra gli altri Albrecht Dürer, Giovanni Mercatore, Geoffry Tory, Claude Garamond). Tutto era cominciato nel 1514 con la “Theorica et pratica de modo scribendi” dell’ingegnere ferrarese Sigismondo Fanti. Che era il punto d’avvio di una attività editoriale che per varietà di prodotti e particolarità di contenuti merita di essere considerata, minore quanto si vuole, un vero e proprio genere letterario.

Libro scolastico in Italia

Mara Conti
Il libro scolastico in Italia. Dalla ricostruzione all’era digitale

Editrice Bibliografica

Il libro scolastico, insieme all’insegnamento, rappresenta per gli studenti di tutte le età il veicolo principale di conoscenza, strumento fondamentale per lo studio e l’apprendimento. In quanto progettati appositamente per gli studenti, i manuali sono parte dinamica e vitale del mondo scolastico, e nel corso del tempo sono stati in grado di evolversi e di mutare con esso, per adattarsi a un panorama che cambia. Questo saggio, oltre a presentare le caratteristiche distintive del libro scolastico e della sua filiera, si struttura come un’analisi cronologica del libro di testo dal secondo dopoguerra a oggi e traccia alcune linee sintetiche di una storia dell’editoria scolastica in Italia, presentando per ogni decennio il quadro storico ed editoriale di riferimento. Il testo si conclude con una riflessione sul digitale nella scolastica, con lo scopo di mettere in luce le possibili modalità di utilizzo, i vantaggi e gli svantaggi per intravedere le future prospettive di sviluppo. Completano il volume due interviste a importanti operatori del settore che offrono al lettore interessanti spunti di riflessione sulla panoramica di oggi e quella a venire.

Fabbrica di Pinocchio

La fabbrica di Pinocchio. Dalla fiaba all’illustrazione, l’immaginario di Collodi

Donzelli, 2020

Pinocchio ci accompagna fin da bambini: è uno dei primi personaggi che abbiamo conosciuto, forse il primo di cui abbiamo condiviso le avventure, le marachelle, le debolezze; il primo che abbiamo sentito vicino a noi. Eppure, siamo così sicuri di conoscerlo bene? Come è nato il nostro burattino? Cosa si nasconde nella bottega di Collodi? Il volume ci guida proprio all’interno di quella bottega: attraverso un’originale rilettura del libro italiano più amato al mondo e sulla scorta di recenti e innovative teorie della comparazione, Veronica Bonanni ricostruisce il metodo compositivo dell’autore e rintraccia nel romanzo l’ampio ricorso alla riscrittura e al riuso originale di materiali letterari propri e altrui. Come Geppetto fabbrica il suo «burattino maraviglioso» a partire da un ceppo grezzo e «due pezzetti di legno stagionato», così mastro Collodi assembla il suo burattino attingendo alle fonti più diverse: dalle fiabe di Perrault e Madame d’Aulnoy, che aveva tradotto in italiano, ai miti di Ovidio e Apuleio, dalle fiabe di Basile alle raccolte popolari di Imbriani.

Sentieri della grande guerra

Mario Busana, Giovanni Di Vecchia, Mirco Gasparetto
I sentieri della grande guerra. Memorie in quota. Itinerari tra storia, letteratura, escursioni

Solferino

Un’opera per conoscere storia, vicende e percorsi della Prima guerra mondiale sulle nostre Alpi. 23 proposte di itinerari curati dal Club Alpino Italiano per scoprire i luoghi della Grande Guerra: Adamello, Pasubio, Altopiano dei Sette Comuni, Monte Grappa, Lagorai, Tofane, Monte Piana, Lavaredo, Region Popèra. Queste Memorie in quota esprimono la forza vitale contenuta, ancora oggi, in quel passato di sofferenza, ma anche di riscatto ed eroismo. Raccontano del contributo dato dal Club Alpino Italiano e dai suoi soci non solo in termini di vite umane: in molti si resero protagonisti di iniziative di solidarietà e misero a disposizione le loro conoscenze del territorio montano, come ricognitori o esploratori. Il Club Alpino Italiano mise a disposizione i rifugi che, concepiti per dare ricovero a scienziati e alpinisti, vennero consegnati all’esercito come appoggio alle operazioni militari.

Storia degli Oscar Mondadori

A. Cadioli
Storia degli Oscar Mondadori. Una collana-biblioteca

Unicopli

Il volume indaga la storia della collana Oscar Mondadori, il cui primo titolo uscì nell’aprile del 1965, e intende mostrare come visioni critiche diverse su uno stesso oggetto editoriale possano sollecitare riflessioni e osservazioni differenti che si integrano e completano tra loro. Dopo l’intervento di Alberto Cadioli, che indica quanto sia importante dedicare attenzione, all’interno delle ricerche sul sistema editoriale di un’epoca, alle singole collane librarie, gli altri saggi offrono documentati approfondimenti sulla ricostruzione storica della collana (di Isotta Piazza); sul rapporto tra editore, autori e lettori (di Virna Brigatti); sull’indagine intorno a un genere letterario – nel caso particolare la poesia – che può essere investigato partendo da una collana per rintracciare e intrecciare tra loro storia della poesia, scelte editoriali, preminenza di tendenze su altre possibili (di Marco Corsi); infine sullo sviluppo della grafica editoriale (di Marta Sironi). Chiude il volume la descrizione delle maggiori sottocollane.

Arte di non essere governati

James C. Scott
L’ arte di non essere governati. Una storia anarchica degli altopiani del Sud-est asiatico

Einaudi, 2020

Per duemila anni, fino a metà del secolo scorso, le comunità di una vasta regione montuosa del Sud-est asiatico hanno tenacemente resistito all’idea di integrarsi in una qualche forma di dominio da parte dello Stato. Zomia è il nome di quest’area d’insubordinazione che non appare su alcuna carta (una zona montagnosa grande come l’Europa, che attraversa cinque nazioni del Sud-est asiatico e quattro province della Cina), ed è il vasto altopiano dove trovarono rifugio circa cento milioni di persone unite dalla volontà di sfuggire al controllo dei governi delle pianure. Trattati come «barbari», questi popoli nomadi misero in atto strategie di resistenza a volte sorprendenti per evitare lo Stato, sinonimo di lavoro forzato, tasse, epidemie e leva militare obbligatoria. Favorirono pratiche agricole che incentivavano la mobilità residenziale, insieme a forme sociali egualitarie, fondate sull’eclettismo religioso e l’accoglienza. Alcuni popoli decisero persino di abbandonare la scrittura per evitare l’appropriazione della loro memoria e della loro identità, mentre l’oralità consentiva di riformulare continuamente la negoziazione degli accordi tra gruppi. Zomia ci rammenta che «civiltà» può essere sinonimo di oppressione e che il significato della storia non è cosí univoco come pensiamo.

In favore delle italiane

Marco Severini
In favore delle italiane. La legge sulla capacità giuridica della donna (1919)

Marsilio

Il 17 luglio 1919 le italiane hanno conquistato la capacità giuridica attraverso la legge n. 1176 che ha annullato l’istituto dell’autorizzazione maritale e aperto loro le porte del mondo del lavoro. Sul piano storiografico questa legge è stata a lungo ignorata dagli studi: come se il disinteresse della stampa, liberale e di opposizione, dell’estate 1919 e le aspettative deluse dei circoli femministi, che si attendevano un provvedimento migliore e abbinato alla concessione del diritto di voto, sia stato prodromico a un silenzio ancora più lungo. Nella normativa del 1919 erano presenti evidenti limiti – le donne restavano escluse dalla magistratura, dalla polizia e dall’esercito – e altri ne sarebbero stati aggiunti. Ma si è trattato di un passo significativo e di un’effettiva conquista nella storia dell’emancipazione femminile. Tre settimane dopo il varo della legge si è avuta la prima avvocatessa italiana, Elisa Comani.

Storia universale della svastica

Steven Heller
Storia universale della svastica. Come un simbolo millenario è diventato emblema del male assoluto

UTET, 2020

«Se volete sapere che aspetto ha il logo dell’odio, non dovete cercare oltre»: da qui parte Steven Heller, celebre grafico e art director, per un’inedita ricognizione nella storia e negli abissi del male. Perché prima di diventare il fulcro della propaganda nazista, la svastica ha attraversato i secoli: come segno di buon auspicio, è comparsa nelle culture più disparate e in mille varianti. Fa impressione sfogliare questo libro riccamente illustrato, un curioso campionario di svastiche che va dall’India ai nativi americani, dall’antica Grecia alla pubblicistica di inizio Novecento, tra biglietti di auguri, scatole di biscotti e riviste per boy scout. Tutto questo patrimonio di immaginario è stato spazzato via dall’uso funesto che ne ha fatto Adolf Hitler, trasformando un simbolo del sole nell’emblema dello sterminio. “Storia universale della svastica” ripercorre questa vicenda per ragionare sui meccanismi dell’appropriazione culturale, perché se l’estetica influenza il linguaggio, è anche vero che nessun “segno” è mai veramente neutro. Succedono cose, nella storia, che sembrano impossibili da cancellare. La svastica è tuttora impossibile da redimere: camuffata o esibita, viene riesumata dalle nuove destre. È inevitabile che sia così: in una società sempre più visuale, la battaglia delle idee passa per forza anche dai simboli. Nonostante la sua perfezione estetica, o forse proprio per questo, la svastica è e forse resterà per sempre una ferita che sanguina.

Sirio

Giorgio de Santillana, Hertha von Dechend
Sirio. Tre seminari sulla cosmologia arcaica

Adelphi, 2020

Durante la stretta collaborazione che condusse alla stesura del «Mulino di Amleto», Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend raccontarono in varie conferenze le scoperte sensazionali che andavano via via facendo. Sepolti in sedi editoriali difficilmente accessibili, i testi di alcuni di quegli interventi sono ora qui raccolti, e consentono al lettore di gettare uno sguardo nell’incomparabile fucina di idee da cui uscirà la loro opera capitale: «l’importanza unica» di Sirio – la più luminosa delle stelle fisse, che per più di 3000 anni sembrò non essere affetta dalla Precessione degli Equinozi – nelle antiche civiltà di tutto il mondo, da Babilonia alla Grecia, dal Medio Oriente iranico all’India, dalla Cina alla Polinesia; il «sistema di misure normate» posto a fondamento della cultura superiore arcaica, dove lunghezza, capacità e peso, strettamente collegati, sono derivati dalle uniche misure «assolute» esistenti in natura: lo scorrere del tempo e gli intervalli armonici; infine, il «mutare delle mode in storiografia», a partire dal caso esemplare del soggiorno di Eudosso in Egitto. In un percorso dalle mille ramificazioni, queste pagine ci offrono una porta d’accesso a quel pensiero arcaico in cui il rigore della Scienza, fondato su numerus, pondus et mensura, parlava ancora il linguaggio tecnico quanto immaginifico del Mito – e contribuiscono a farci rivalutare « quei nostri remotissimi antenati che crearono proprio le civiltà superiori».

Storia dello zucchero

Sidney D. Mintz
Storia dello zucchero. Tra politica e cultura

Einaudi, 2020

Nel mondo occidentale lo zucchero ha conosciuto per secoli usi marginali o fortemente caratterizzati – farmaco, conservante, spezia, condimento, decorazione -, e soltanto a partire dall’Ottocento ha avuto una crescente, straordinaria fortuna, divenendo uno dei principali prodotti dell’industria alimentare. In questo classico di cultura antropologica e di storia dell’alimentazione, Sidney Mintz indaga le ragioni che hanno portato questa sostanza a divenire da cibo esclusivo dei re ingrediente ricercato e costoso sulla tavola degli aristocratici, e quindi a componente essenziale della dieta del nuovo proletariato industriale. L’antropologo americano traccia un’ampia storia della produzione, della diffusione e del consumo dello zucchero in Occidente e analizza le trasformazioni più evidenti che esso ha indotto nella storia dello schiavismo, del colonialismo e dell’industrializzazione; ma si sofferma anche su quegli aspetti più reconditi che hanno portato lo zucchero a «penetrare i comportamenti sociali», aprendo prospettive inesplorate nel campo dell’antropologia delle società occidentali. Lo zucchero, secondo Mintz, ha contribuito largamente alla trasformazione del modo di vita e delle abitudini alimentari, conferendo all’idea di dolcezza un nuovo significato culturale.

Oro blu

Edoardo Borgomeo
Oro blu. Storie di acqua e cambiamento climatico

Laterza, 2020

L’acqua è elemento essenziale per gli esseri umani. La nostra stessa vita è condizionata dalla sua presenza o dalla sua assenza, dalla sua purezza o dal suo inquinamento, dalla sua forza incontrollabile o dalla sua ricerca. Nove storie da tutto il mondo ci raccontano il nostro bene più prezioso nell’epoca dei cambiamenti climatici.
Un pianeta più caldo significa ghiacciai che si sciolgono, piogge meno prevedibili, alluvioni più frequenti, deserti che avanzano. Nell’acqua vediamo gli effetti del riscaldamento globale. Ma anche se l’acqua è protagonista di questi cambiamenti, non ci appassiona. Forse perché la tocchiamo, la beviamo e la sprechiamo ogni giorno. Forse perché ci fa paura: sappiamo che sta finendo e perciò congetturiamo che le guerre del futuro si combatteranno per lei. Oppure, anche peggio, che ci annegherà tutti a causa dei cambiamenti climatici. Attraverso nove storie di persone la cui vita è profondamente legata all’acqua – in un viaggio che attraversa la Sicilia, il Bangladesh, l’Olanda, il Brasile, l’Iraq, l’Inghilterra, Singapore e la Nuova Zelanda – Oro blu ci fa scoprire come l’acqua si intrecci all’economia, alla storia, alla cultura e alla vita di ciascuno di noi. Una narrazione-reportage che, unendo interviste, episodi storici e dati scientifici, trasforma la nostra visione. La tesi di questo libro è semplice: la gestione dell’acqua non è solamente compito di ingegneri, economisti o ecologi, ma è compito di tutti. Perché senz’acqua niente è possibile ed è nostro compito difenderla, conservarla, evitare che venga sprecata o inquinata.

Come nasce un'epidemia

Marco Imarisio, Simona Ravizza, Fiorenza Sarzanini
Come nasce un’epidemia. La strage di Bergamo. Il focolaio più micidiale d’Europa

Rizzoli, 2020

I fatti di Bergamo non possono essere dimenticati. Questo libro, accuratamente documentato, li fotografa e cerca di interpretarli nella speranza che in futuro non vengano più commessi gli stessi errori che li hanno provocati.
Nella sciagura di una pandemia che non ha risparmiato nessun angolo della Terra, il caso della provincia di Bergamo costituisce una tragica anomalia. Lo si comprende facilmente anche solo con un dato numerico, + 464% dei decessi rispetto alla media degli anni precedenti, l’incremento più alto al mondo. E lo abbiamo compreso tutti anche troppo facilmente dalle immagini dell’ospedale Papa Giovanni XXIII trasformato in una bolgia infernale o da quelle dei camion militari carichi di bare che portavano i defunti fuori dalla regione perché i forni crematori non riuscivano a sostenere il ritmo. Tutto questo è accaduto in una delle zone più prospere d’Italia dove si pensava inoltre di poter contare su un sistema sanitario d’eccellenza, quello lombardo. Come è stato possibile? Dopo aver seguito in diretta, giorno dopo giorno, l’emergenza, Imarisio, Ravizza e Sarzanini sono tornati in Val Seriana, ad Alzano Lombardo, a Nembro e nella stessa Bergamo per riprendere le fila di quanto è successo, rintracciando responsabilità ed errori di quella che non è stata una fatalità. A questo scopo recuperano le testimonianze dei medici di base che già all’inizio di gennaio avevano lanciato i primi allarmi rimasti inascoltati, ricostruiscono, ora dopo ora, gesti e (talvolta mancate) scelte che hanno fatto dell’ospedale di Alzano il più terrificante detonatore del virus e poi, a seguire, raccontano il colpevole rimpallo delle decisioni mentre la gente si ammalava e moriva. A tutto questo aggiungono le storie toccanti di chi invece non ha avuto paura di sacrificarsi per salvare vite altrui e le drammatiche voci inedite di chi ha perso i propri cari in una condizione di assoluto abbandono, impensabile nel XXI secolo. I fatti di Bergamo non possono essere dimenticati. Questo libro, accuratamente documentato, li fotografa e cerca di interpretarli nella speranza che in futuro non vengano più commessi gli stessi errori che li hanno provocati.

Biologia vegetale per i beni culturali

G. Caneva, M. P. Nugari, O. Salvadori
La biologia vegetale per i beni culturali. Ediz. illustrata. Vol. 1: Biodeterioramento e conservazione.

Nardini

L’opera nasce con l’obiettivo di trattare in maniera organica e articolata i diversi contributi scientifici della biologia vegetale alle problematiche di conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Si vuole così contribuire alla costruzione di una disciplina basata su ormai numerose esperienze e che può utilmente fornire conoscenze di base mirate alla soluzione di aspetti applicativi. La materia è utile per rispondere alle esigenze di riforma degli ordinamenti didattici universitari che, sia in ambito delle classi di laurea umanistiche che in quelle scientifiche, pongono sempre maggiore attenzione agli aspetti tecnici e scientifici connessi alla conservazione del patrimonio culturale. Il volume approfondisce le questioni legate al degrado biologico suddividendo l’argomento per temi affrontati in termini analitici fino ad arrivare all’esame delle soluzioni dei problemi legati alla prevenzione e al controllo del degrado, con indicazioni utili per le tecniche diagnostiche da utilizzare. Realizzato con il patrocinio della Società Botanica Italiana.

Libri e biblioteche


Libri e biblioteche: le letture dei frati mendicanti tra Rinascimento ed età moderna. Atti del XLVI Convegno internazionale (Assisi, 18-20 ottobre 2018)

Fondazione CISAM

Indice:
E. Barbieri, I francescani italiani e i libri: dal manoscritto alle edizioni a stampa (XV-inizi XVI secolo) – U. Rozzo, I Frati e la censura libraria (1487-1574) – F. Nepori, I libri dei ‘luoghi’ cappuccini tra inchiesta della Congregazione dell’Indice e donazioni pro remedio animae – D. Ciccarello, Tra grandi biblioteche e grandi lettori: i Conventuali – G. Granata, Dalle povere origini alle grandi biblioteche: gli Osservanti – G. Grosso, Tra fedeltà e riforma. Cultura e libri nei conventi dei Carmelitani del XVI secolo – A. Mazzon, Gli Eremitani tra normativa e prassi libraria – F. Bruni, Ad usum fratrum et amicorum: ordinamento mendicante, Rinascimento e Controriforma nelle raccolte librarie dei Servi di Maria – M. C. Giannini, Intellettuali militanti: i frati predicatori tra censura e Inquisizione nel Cinquecento – G. Zarri, Le monache e i libri nel secolo XVI: produzione, letture, uso – F. Henryot, Bibliothèque et lecture dans les couvents franciscains (France, XVIIe-XVIIIe siècles) – Indice dei nomi.

Biblioteca ritrovata

Christian Del Vento
La biblioteca ritrovata. La prima biblioteca di Vittorio Alfieri. Ediz. critica

Edizioni dell’Orso

“Questo volume nasce dal lavoro di ricostituzione del catalogo della biblioteca di Vittorio Alfieri, in buona parte dispersa dopo il 1792 e della quale si erano perse le tracce per più di due secoli. Il ritrovamento di buona parte dei volumi appartenuti alla collezione di Alfieri permette di ripristinare un tassello essenziale della sua officina letteraria, e di tracciare la topografia dello spazio letterario entro cui si mosse lo scrittore negli anni della sua formazione e in quelli, cruciali, in cui videro la luce le sue opere più importanti (dalle tragedie ai trattati politico-letterari alla prima redazione della Vita). Dopo aver indagato il rapporto dello scrittore con i suoi libri, la maniera in cui li utilizzò, li lesse e li studiò, questo volume interroga anche un’altra dimensione, non meno fondamentale, della biblioteca, che, come la memoria, si costituisce per sedimenti (…)”

Memorie dell'assistenza

Salvatore Marino, Gemma Teresa Colesanti
Memorie dell’assistenza. Istituzioni e fonti ospedaliere in Italia e in Europa (secc. XIII-XVI)

Pacini Editore, 2020

Il volume offre una panoramica dei grandi ospedali urbani – in chiave comparativa su scala europea – attraverso l’analisi della loro memoria scritta, in particolare quella prodotta tra il tardo medioevo e la prima età moderna. Attraverso gli undici saggi raccolti in questo volume, il lettore potrà conoscere alcuni tra i principali archivi ospedalieri italiani (Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Siena, Treviso, Verona e Vicenza) ed europei (Barcellona, Parigi e la Transilvania): dalla formazione delle prime scrivanie – nelle quali i notai svolsero un ruolo preminente – ai complessi processi di produzione e sedimentazione delle scritture assistenziali, fonti imprescindibili per lo studio delle società urbane.

Bisanzio e Venezia

Giorgio Ravegnani
Bisanzio e Venezia

Il Mulino, 2020

Venezia nacque bizantina nel VI secolo e tale rimase almeno fino al IX secolo. Poi il legame con Costantinopoli si fece via via più lento, ma continuò a nutrire quella vocazione commerciale, quella proiezione verso Oriente che fecero della Repubblica veneziana, una potenza mediterranea, una cerniera fra Est e Ovest, fra mondo musulmano e mondo cristiano. Un rapporto millenario unì la città lagunare all’impero bizantino fino alla caduta di questo, nel 1453. Dalla fondazione di Venezia sotto la pressione dell’espansione longobarda alla dipendenza da Bisanzio, all’indipendenza entro la sfera dell’impero, all’aperta ostilità che condusse Venezia a partecipare, nella quarta crociata, alla conquista di Costantinopoli, è qui narrato un capitolo essenziale degli assetti mediterranei nell’età medievale.

Gesto di Caino

Massimo Recalcati
Il gesto di Caino

Einaudi, 2020

Il gesto di Caino, il sangue di Abele, la punizione di Dio. Prima dell’amore per il prossimo, lo scandalo dell’odio fratricida interroga la vita umana.
«Il gesto di Caino è senza pietà: uccide il fratello spargendo il suo sangue sulla terra. Non lascia speranza, non consente il dialogo, non ritarda la violenza efferata dell’odio. È da questo gesto che la storia dell’uomo ha inizio. Sappiamo che l’amore per il prossimo è l’ultima parola e la piú fondamentale a cui approda il logos biblico. Ma non è stata la sua prima parola. Essa viene dopo il gesto di Caino. Potremmo pensare che l’amore per il prossimo sia una risposta a questo gesto tremendo? Potremmo pensare che l’amore per il prossimo si possa raggiungere solo passando necessariamente attraverso il gesto distruttivo di Caino? Quello che è certo è che nella narrazione biblica l’amore per il prossimo viene dopo l’esperienza originaria dell’odio».

Storia internazionale

Antonio Varsori
Storia internazionale. Dal 1919 a oggi

Il Mulino, 2020

Dalla risistemazione degli assetti europei e internazionali tentata a Versailles alla fine della Grande Guerra al «nuovo disordine internazionale» conseguente alla scomparsa del bipolarismo della guerra fredda, il libro propone una nuova visione della storia delle relazioni internazionali contemporanee. Non più in una prospettiva tradizionale di storia diplomatica, ma secondo un’impostazione più inclusiva, in cui trovano posto gli aspetti economici, sociali e culturali, i processi transnazionali e i forti legami tra politica interna e politica estera. La nuova edizione, oltre a tenere conto di quanto accaduto nel sistema internazionale negli ultimi anni, dispiega un più ricco apparato integrativo e si dota di una versione on line.

Italia delle stragi

Angelo Ventrone
L’ Italia delle stragi. Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980)

Donzelli

Cinquant’anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell’Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio. Un decennio destinato a chiudersi con l’altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l’Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall’intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n’è uno che dura ancora oggi. L’immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell’opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall’aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. L’intento di questo volume è di descrivere, attraverso l’utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente condotte, la verità d’insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l’effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d’ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. L’Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo – il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata – è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.

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